Nero Assoluto è ambientato principalmente a Treviso, città ricca di fascino e mistero.

Ecco alcuni luoghi:

San Francesco (chiesa)

 

Non era né romanico né gotico. Riconoscevo la pianta a croce latina e le due navate, le avevo percorse molte volte; la maggiore era più alta e larga. Anche il soffitto era diverso tra le due: su una parte a carena di nave, sull’altra con volta a crociera. Sì, era proprio la chiesa di San Francesco, eppure sembrava differente. L’affresco sulla lunetta sopra al portale non era terminato e nella prima cappella mancava quello di Tommaso da Modena, Madonna col Bambino e Sette Santi…

Ponte di San Francesco

Si piegò sul ponte e diede un pugno al corrimano in pietra, lacerandosi la pelle su due nocche. Il dolore lo riscosse; osservò il sangue uscire dalle ferite, lento e denso, fino a coprire la pelle…

Da Michi Cafè

Io e Jessica avevamo passato innumerevoli pomeriggi in quel locale, bevendo cioccolata calda e tisane. Nell’arco degli anni aveva cambiato più volte nome, per poi stabilizzarsi su quello del proprietario, Michi. Lui e la moglie, Miriam, gestivano l’attività da un lungo periodo ed erano riusciti a rendere quel posto un locale moderno ma accogliente. Alle pareti erano appesi quadri astratti, una delle tante mostre che ospitavano settimanalmente, e l’ambiente aveva luci soffuse e calde…

Riva G. Comisso Cagnan

     

Fissai interdetta il punto in cui l’avevo scorto: affiancato al salice piangente, nascosto tra le fronde dell’albero vicino alla riva. In assoluto il posto che amavo di più. Adoravo il modo in cui le alghe si muovevano sotto il velo d’acqua, l’azzurro che si mescolava al verde, e le piccole terrazze ricolme di fiori, sospese a pochi centimetri dal canale. Le rare macchine che percorrevano ponte San Francesco non disturbavano la quiete; le pale del mulino poco distante erano l’unico rumore sul quale mi pia-ceva concentrarmi. Un insieme di suoni e colori unico…

Lungo Sile A. Mattei

 

La donna si accostò alla balaustra e posò le mani sul pomolo in pietra ricostruita. Non riusciva più a ricordare come fosse a quell’epoca. Non ricordava quasi nulla, l’aveva rimosso. Sfilò uno dei leggeri guanti di pelle e strinse le dita sul montante orizzontale in ferro; l’odore metallico le penetrò nelle narici e con esso tornò alla gola il gusto del sangue. Scosse la testa e alzò il bavero del soprabito. Il sole non era ancora tramontato del tutto, i suoi riflessi coloravano la superficie dell’acqua che, a poco a poco, da arancio si faceva nera…

Strada Siora Andriana del Vescovo

 

«Smettila. Smettila di giocare con me, smettila di chiamarmi fratello e smettila di importunare Erica! Non la vuoi davvero, vuoi soltanto usarla e io non lo tollero!» Gli ruggì in faccia quelle parole con astio, al massimo della sopportazione.
Mattia rimase per un istante fermo, con le chiavi ancora in mano e la custodia della chitarra su una spalla. Poi sorrise, quasi ricordasse qualcosa di lontano. Posò lo strumento a terra e appese la giacca sull’attaccapanni. «E se la volessi davvero? Non per gioco?»

Pescheria

 

Tentava di mantenere la calma, ma la sua tensione era palese. Stringeva le mani sulla ringhiera, fissando le onde del canale piuttosto che guardarmi negli occhi, chiaro segno che stesse provando a contenersi.
«Non ho fatto proprio niente», replicai infastidita, concentrandomi a mia volta sulla corrente che si muoveva sotto di noi…

Vicolo Molinetto

La stretta si allentò e, dopo essersi guardato attorno, mi prese un polso trascinandomi fino a Vicolo Molinetto, la piccola stradina che portava al mercato del pesce. Lì, tra il traffico dell’area pedonale a quell’ora, nessuno avrebbe fatto caso a noi…

Riviera Garibaldi / Ponte Dante

Lasciai sospesa quella frase, senza rispondergli. Avevo lo sguardo fisso sul canale in cui, anche se non pioveva da diversi giorni, si potevano distinguere nettamente i due corsi d’acqua, Sile e Cagnan. Era un fenomeno particolare che si notava in quel punto della città, sotto agli occhi del monumento dedicato a Dante. L’acqua era da un lato trasparente e brillante, dall’altro torbida…

Santa Caterina / Piazzetta Mario Botter

La brina imperlava il ciottolato chiaro rendendolo lucido, ma non era un problema: sapeva di dover scendere e aveva indossato caldi stivali impermeabili. Quello che per molti era un complesso nuovo e funzionale, sede del museo civico della città, per lei era solo un vecchio varco. Dietro al laterizio esterno, parte dell’antica villa dei da Camino, si poteva accedere a una delle porte per l’ipogeo di Treviso, frutto di ipotetiche leggende per i più…

Duomo

 

Le sarebbe bastato giungere nel punto esatto, ovvero un centinaio di metri più avanti, dove il cunicolo che partiva da una cantina di Via Risorgimento sfociava sotto a Piazza Duomo. Più precisamente sotto il palazzo degli Uffici Giudiziari, di fianco alla Diocesi di Treviso…

Via Canoniche / Duomo

Eravamo dietro al palazzo Vescovile, dove il sottoportico delle Canoniche si allargava fino a formare una piazzetta, al centro della quale era stata scoperta una vasca circolare con un antico mosaico pavimentale…

Via Inferiore / Piazza San Vito

Piazza San Vito era illuminata dalle prime luci dell’alba. Sull’angolo stavano già allestendo la bancarella dei fiori, e l’edicolante, più a sinistra, raccoglieva i pacchi di giornali consegnati. Ero a un passo dagli altri eppure non potevo raggiungerli…

Piazza dei Signori / Palazzo dei Trecento

Piazza dei Signori era gremita di gente, più del solito, merito dell’atmosfera natalizia del mercatino in centro. La grande giostra rotonda con cavalli e carrozze era in funzione e la musica, simile a quella di un carillon, aleggiava nell’aria…

San Zenone degli Ezzelini

Santuario della Madonna del Monte (Chiesetta Rossa)

       

Avevamo lasciato l’auto di Alex poco più in alto, nel parcheggio del santuario Madonna del Monte, più comunemente conosciuta come chiesetta Rossa. In realtà sorgeva sui resti dell’antico castello di Ezzelino. C’erano altre macchine, ma non vedemmo nessuno. Il paesaggio era immerso in un silenzio irreale che dava i brividi…

Torre di Ezzelino e campo/cimitero sottostante

    

Era la prima volta che la vedevo così da vicino e mi fece uno strano effetto. La torre svettava nel cielo, tingendosi di arancio e porpora come il tramonto che l’avvolgeva. Il terreno, bianco di ghiaccio e neve, era in netto contrasto…

Dall’esterno sembrava antica, ma i lavori di ristrutturazione l’avevano resa una struttura moderna e funzionale. Contai nove rampe di scale che sbucavano nel belvedere superiore. Su ogni facciata era posizionata una bifora, in modo da permettere una visuale completa…

Posizione indicativa della villa di Dargo (descritta in Nero Assoluto – Parte prima)

Girò la mia sedia in direzione della vetrata, esattamente dietro di me, e m’invitò a guardare fuori. Oltre la collina, dopo una fitta vegetazione, si notava una torre…

Milano

Giardino della Guastalla

Ringraziando gli “inviati sul posto” ecco gli scorci del bellissimo Giardino della Guastalla, antico parco di Milano dove si svolgono alcune scene del libro:

  

Fissò la struttura, ricordando di aver letto qualcosa in proposito; quella peschiera era stata costruita al posto dell’originario laghetto. Si soffermò a esaminare lo stile barocco e i due terrazzamenti comunicanti tramite scale. Milano era troppo caotica, potersi concedere quella pausa nel parco gli sembrava un sogno…

Lungo la via alberata, si fermò di fronte a un’enorme pianta secolare. Il fusto non era molto lungo, ma si dipartivano centinaia di rami, e la corteccia, a differenza dei faggi, aceri e ippocastani vicini, era scura e rugosa. Baccelli ricchi di semi persistevano sulla pianta nonostante la stagione, seguendo la forma monumentale dell’arbusto.
«Catalpa bignonioides, detto anche albero dei sigari. Non ne avevi mai visto uno? È l’albero più vecchio del parco.» Arjuna scosse la testa, perplesso. Quella pianta gli aveva riportato alla mente immagini rimosse da tanto tempo. «È originario dell’America settentrionale.»…